Si stima che l’industria tessile e dell’abbigliamento produca circa 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno; contribuendo fortemente al riscaldamento globale. 

Sono necessari volumi eccessivi di acqua per trattare le materie prime necessarie e l’uso di pesticidi e altri prodotti chimici tossici come i coloranti dei tessuti, danneggiano il suolo, la biodiversità e le fonti d’acqua per le comunità locali.

Mentre circa 80 miliardi di nuovi capi vengono prodotti in tutto il mondo ogni anno, attualmente l’80% di tutti gli indumenti prodotti finisce nelle discariche di inceneritori. 

È chiaramente necessaria un’azione urgente per migliorare la sostenibilità, azione che noi di Miguel Bharross stiamo iniziando ad intraprendere.

Quando più di trent’anni fa la nostra azienda ha iniziato a muovere i primi passi in questo settore c’era poca conoscenza dell’impatto che il fashion avesse sul problema ambientale. Oggi, raggiunta questa consapevolezza è impossibile stare a guardare.

Ci siamo così seduti metaforicamente attorno ad un tavolo ed abbiamo iniziato a prefiggerci delle mete da raggiungere in breve e lungo termine per iniziare a produrre in modo più responsabile.

Innanzitutto abbiamo scelto di utilizzare tessuti più naturali per la confezione dei nostri capi, a minor impatto ambientale. Quindi abbiamo utilizzato per la maggior parte cotoni e lini, fibre che si trovano in natura e che non richiedono l’impiego di macchine specializzate inquinanti.

L’altra meta che ci prefiggiamo è quella di creare capi che possano durare più che una sola stagione ma per un lungo periodo in modo da non immettere nell’ambiente continuamente fibre inquinanti.

La produzione fast-fashion infatti è un processo adottato dalla maggior parte delle aziende che si affida alla produzione di massa per generare abbigliamento economico ad un ritmo rapido in risposta agli ultimi stili e tendenze.

Poiché il costo degli indumenti è molto basso, i consumatori sono invogliati ad acquistare nuovi vestiti ad ogni nuova tendenza, nel frattempo i loro vecchi vestiti indesiderati vengono scartati.

La produzione “slow” è l’alternativa alla moda veloce e promuove un approccio più lento e sostenibile per questo l’acquisto di capi di qualità con una durata più lunga è un’ottima risposta al fast-fashion.

 Nei prossimi anni è nostra intenzione incrementare le tecniche di produzione sostenibile a partire dalla scelta di macchine specializzate che non immettano nell’aria sostanze nocive e che invece utilizzino tecniche a basso impatto ambientale.

 

Questo è il nostro impegno, perchè nel 2020 non si può restare a guardare.