Il Big Ben a Londra, il ponte di Brooklyn a New York, la grande muraglia cinese: installazioni in grado di farsi portavoce un’intera nazione. E per Italia? Il Colosseo, il duomo di Milano, la basilica di S. Pietro oppure… la Fiat 500. L’utilitaria più famosa al mondo, vera e propria best seller tra le city car, è senza dubbio un simbolo iconico senza tempo dell’italianietá nel mondo.

La prima 500, datata 1936, venne “ordinata” da Benito Mussolini. Il Duce ordinò caldamente al senatore del Regno d’Italia Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino) di mettere in produzione una vettura che motorizzasse la Nazione: indistruttibile meccanicamente e, soprattutto, con un prezzo popolare. Un’idea tanto lungimirante da essere copiata in Germania da Adolf Hitler, con la conseguente nascita del Maggiolino. Agnelli non manifestò grande entusiasmo per il progetto così dopo varie peripezie venne affidato all’ingegnere della Fiat Dante Giacosa che realizzò la 500 A, ribattezzata “Topolino” per le linee del frontale simili al musetto del roditore. Fu un successo nonostante il prezzo tutt’altro che popolare e la semplicità meccanica dell’auto.

Il telaio della 500 A Topolino era del tipo a traverse e longheroni con sospensioni anteriori indipendenti e posteriori ad assale rigido corredate di ammortizzatori idraulici e molle a balestra. Venne declinata nelle versioni berlina due porte, berlina due porte trasformabile – vale a dire dotata del tetto apribile – e furgone, destinata al Regio Esercito. La successiva 500 B portò in dote, nel 1948, prestazioni superiori e, con stupore, il riscaldamento in abitacolo. Rendendo così superfluo viaggiare con una dotazione di coperte invernali degna d’un ospizio. La versione più amata della 500 B fu la Giardiniera Belvedere, prima wagon al mondo (costruita in grande serie) a quattro posti dotata di portellone e fiancate rivestite in listelli di legno. Un capolavoro. Seguito nel 1949 dalla 500 C che introdusse elementi stilistici “moderni” quali i fari incassati nella carrozzeria e la ruota di scorta a scomparsa anziché a sbalzo.

Il “Cinquino” più famoso, vale a dire la Fiat Nuova 500, nacque nel 1957. Più economico della 600, era destinato alle famiglie operaie. Era l’auto del popolo

A soli tre mesi dal lancio, alla Nuova 500 “Economica” venne così affiancata la versione “Normale”, forte di 15 cv, di una velocità massima di 90 km/h e di una dotazione più ricca; inclusi i finestrini anteriori discendenti e la panchetta imbottita. Fu l’inizio dell’epopea della 500!

Nel 1958 nacque la versione Sport in configurazione Berlina e Berlina Tetto Apribile che ottennero l’omologazione per quattro persone. L’anno della definitiva consacrazione fu però il 1960, segnato dal debutto della wagon Giardiniera con motore a sogliola (a cilindri orizzontali anziché verticali), annegato al di sotto del piano di carico, e della Commerciale, vale a dire l’allestimento furgoncino. Un sogno per molti Italiani.

L’ultimo vagito della storica 500 risale al 1972 con la R – ossia “Rinnovata” – che torna alla semplicità d’un tempo rinunciando alle cromature delle versioni precedenti.

Dal 4 luglio 2007, la 500 è tornata a splendere. L’attuale modello è il vero erede dell’auto progettata da Dante Giacosa. Un modello che piace non solo in Italia, ma in tutto il mondo, e che si fa bandiera del Made in Italy a livello internazionale.